SPETTACOLI / Amleto FX

Amleto FX

Un uomo, un principe, che per comodità chiameremo Amleto, si è rinchiuso nella propria stanza e ha deciso di non uscirne più. Vuole farsi da parte e per farlo medita un gesto estremo, un gesto che lo liberi per sempre da tutto il marcio della Danimarca.  Amleto Fx è un’indagine sulla moda del deprimersi dei nostri tempi. Uno spettacolo esilarante e sofferto che parla di castrazioni tecnologiche, della mancanza dei padri, dell’attrazione verso la dissoluzione e dell’eco assillante che tutto questo causa nelle nostre coscienze. Questo non è l’Amleto. E’ un assolo generazionale. Un racconto intimo e globale che attraverso il riso amaro vuole spingere a trovare una soluzione al solito, annoso,banale, scontato ma comunque sempre irrisolto quesito: Essere o non Essere?

“Si presenta in giubba nera e con una parrucca che richiama immediatamente l’iconica pettinatura di Amy Whinehouse; poi stride la voce recitando San Lorenzo di Pascoli; indossa il candido vestito di Marylin con regolamentare parrucca biondo platino; ancora intona i versi shakesperiani sulla falsariga di Kurt Cobain; arriva a mettere in mezzo alla cameretta di Van Gogh, che fa da fondale, anche Robin Williams e un passo delle Ceneri di Gramsci rivolto a Ofelia, che risuona, decontestualizzato, quasi surreale. Lo spettacolo respira di un sincretismo, superficiale e profondissimo, tutt’altro che postmoderno. Qui si avverte la fatica di Sisifo di chi deve combattere per imbastirsi uno straccio d’identità, per sopravvivere sognando in una città sfranta e incarognita, in un Paese involgarito, in un mondo disilluso.”

Andrea Porcheddu

Torna in alto