LITTLE EUROPA

concept VicoQuartoMazzini; liberamente ispirato a Il piccolo Eyolf di Henrik Ibsen; idea & drama Gabriele Paolocàregia di Michele Altamura e Gabriele Paolocà; con Michele Altamura, Gemma Carbone, Gabriele Paolocà, Maria Teresa Tanzarellascene Alessandro Ratti; sound design e musica Daniele de Virgiliolight design Daniele Passeri; costumi Cristana Suriani e Flavia Tomassi; tecnica Marco Oligeri, Stefano Rolla; produzione TRIC Teatri di Bari, Gli Scarti, VicoQuartoMazzini; con il sostegno di Straligut Teatro, Corte Ospitale, FuoriLuogo, Jobel Teatro_concept VicoQuartoMazzini based on the play Little Eyolf by Henrik Ibsen; idea & drama Gabriele Paolocà; directed by Michele Altamura e Gabriele Paolocà; with Michele Altamura, Gemma Carbone, Gabriele Paolocà, Maria Teresa Tanzarella; scenografy Alessandro Ratti; sound design and music Daniele de Virgilio; light design Daniele Passeri; costumes Cristiana Suriani and Flavia Tomassi; Little Europa  is a VicoQuartoMazzini production; co-production Teatri di Bari | Gli Scarti

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Little Europa è una trasposizione simbolica de Il Piccolo Eyolf di Henrik Ibsen, in cui Rita Allmers diventa una donna scandinava altolocata, Alfred un emigrante sognatore del sud Europa e il piccolo Eyolf un bambino affetto da una strana e misteriosa malattia: un piccolo mostro che nella coppia è causa di frustrazione e depressione. Si chiama Europa e il suo nome ci dà modo di sviluppare la metafora. Nella nostra analisi Europa non può più essere identificato come la splendida regina orientale della mitologia, bensì come un parente di quel toro che l’ha ingravidata, un minotauro che inorridisce e al contempo fa anche pena. Ne Il Piccolo Eyolf Rita e Alfred nell’ultima scena guardano l’orizzonte al di sopra delle montagne, vedono una meta, difficile da raggiungere ma arrivabile, una metà che li porterà a un cambiamento che servirà da esempio per il resto dell’umanità. Nella nostra performance il cambiamento non è contemplato. Non vi è una nuova morale, non c’è alcuna presa di responsabilità: gli errori del passato sono stati dimenticati e tutto sembra far credere che l’umanità sia pronta a ripeterli.

In Little Europa we have imagined a transposition of Henrik Ibsen’s Little Eyolf, in which Ibsen’s Rita Allmers becomes an upper-class Scandinavian woman, while Alfred Allmers becomes a daydreamer from Southern Europe: they are the parents of little Europa, a child with a rare, mysterious disease, a small monster, the cause of rupture in a dysfunctional family. Our Europa isn’t the beautiful queen known from the myth, he is rather a relative of the bull who made her pregnant – a minotaurus who causes horror and at the same time pity. A child whom neither the Father nor the Mother can bear to live with, and which causes the end of their love, and of that ideal of perfect union which had made them fall in love. Whereas Ibsen’s characters watched the horizon over the mountains and saw a new, moral aim in life, in Little Europa there is nothing beyond the horizon. There will be no new moral, no taking of responsibility: the errors of the past have been forgotten, and nothing is there to make you think that mankind isn’t ready to repeat them.

17/18 feb 2017 – Teatro Kismet – BARI

9/10 dic 2016- Auditorium Dialma Ruggiero – LA SPEZIA

21 set 2016 – Piccolo Teatro Grassi – MILANO

13 set 2016- National Theatre – OSLO

31 mag 2016- Primavera dei Teatri – CASTROVILLARI

19 mag 2016- Teatro dei Rozzi – SIENA