uno spettacolo di VicoQuartoMazzini,

in coproduzione con Festival Internazionale Castel dei Mondi Teatro dell’Orologio- Progetto Goldstein,con il sostegno di Straligut Teatro, Teatro Kismet Opera, La Luna nel Letto, Teatro Minimo.

di Gabriele Paolocà

regia Michele Altamura, Nicola Borghesi, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocà

con Michele Altamura, Nicola Borghesi, Gabriele Paolocà

assistenza alla regia Nicolò Giangaspero

scenotecnica Michelangelo Volpe

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“Poiché qualunque cosa l’uomo semini, questa pure mieterà” (Galati:6:7)
“E allora, basta chiacchiere, giriamo pagina e mettiamoci davvero a cucinare!”(Benedetta Parodi)

Un Clown Obeso di nome Italia si aggira per i corridoi vuoti del Ministero della Cultura. Sono scappati tutti.

Nessuno vuole più occuparsi di quella cosa stupida lì. Un redivivo Giacomo Puccini viene chiamato a
risolvere la situazione: una gloria fra tanti, fosse venuto un Dante Alighieri o un Little Tony sarebbe stato lo
stesso.
Succede però che il maestro Puccini si lasci un po’ prendere dall’euforia dell’oggi, che si appassioni un po’
troppo alle tendenze del momento e che, a forza di tacchi a spillo e cocaina, perda un po’ il senso della
missione culturale che avrebbe dovuto svolgere.
Succede poi che Rodolfo, un giovane bohemien dell’ottocento, venga ad accusare Puccini di essere un
venduto e che tenti di farlo sentire in colpa inscenando scadenti suicidi creativi.
Succede che scontri generazionali di un secolo fa non siano poi tanto diversi dai nostri.
Succede che una volta caduti nella valle del Presente, qualunque sia il Presente in questione, risalire in cima
sia difficile per tutti.
Succede che a pensare chi eravamo ci si dimentica chi siamo.
Succede che Italia, nel frattempo, ci guardi da lontano e che, forse, stia meditando di ucciderci tutti.

 

Vico Quarto Mazzini. La vecchia Italia in una nuova Bohème (Sergio Lo Gatto – TeatroeCritica)

La prova diVico Quarto Mazzini, gruppo tutto al maschile nato di recente in seno alla feconda Civica Accademia “Nico Pepe” di Udine e che ha ottenuto diversi riconoscimenti nazionali e si è avvicinato molto al conterraneo Teatro Minimo, è di alto livello: l’occhio attento ai mali del presente agisce sotto la lente di un linguaggio molto libero dai cliché e guidato da una grande energia creativa. Il testo di Paolocà (in scena come Puccini) è semplice e scorrevole, raggiunge qua e là qualche punta di grande incisività – tra tutti il monologo finale, recitato in voce off da un bambino mentre in scena il Ministro è intento a “lavare i suoi panni” –; nel suo poggiare agilmente sulla nerboruta performance dei tre attori e su pochi e potenti simboli visivi sta la forza di questo bel brano di drammaturgia.(…) Ecco un teatro semplice e diretto che parla dell’oggi senza rinunciare a parlare del teatro stesso e dei suoi mezzi insostituibili, come un’immaginazione dinamica e la forza dei corpi.

 

 

Boheme! al Teatro dell’Orologio (Annalisa Insardà- Facciunsalto.it)

Il proscenio addobbato con gli oggetti scenici allineati in una minimale processione accoglie il pubblico. Proiettori invadenti, quasi protagonisti, manovrati come macchine da presa, inquadreranno i personaggi indagandoli e scoprendone, amplificandoli, i sentimenti.
Siamo all’interno di un decadente ministero della cultura. Vuoto. Vuoto di uomini e di simboli di potere, di bandiere e di scrivanie, di orpelli e di speranze. La metafora è chiara, ma non si limita solo all’ambiente. A governare il nulla un ministro che smette la giacca e veste i panni più consoni ad un carnevalesco sistema: quelli del clown. Del resto se è vero che il teatro è anche il “commentario della condotta sociale” l’idea messa in scena non poteva non essere ripagata dal suffragio di un popolo/pubblico consapevole. (…) Un affresco della politica recente con suggestioni e riferimenti costanti: la morte della cultura, la foto di un ipotetico presidente col volto di Mastro Lindo forse a significare una nota “pulizia” fatta di certe intercettazioni (concetto di pulizia che sarà un’urgenza costante del ministro), la rabbia di Rodolfo urlata con eccessi di scurrilità  trova forse il suo naturale alveo in una certa politica di indignazione tradotta in violenza verbale; libri lavati e appesi ad uno stendino, ripuliti evidentemente da tanti significati che avrebbero elevato intellettualmente l’uomo e incentivato il processo di discernimento.
Una messa in scena essenziale ma di sicuro impatto, con sbuffi  infernali e notti piovose. La macchina teatrale mossa dagli stessi protagonisti, nelle vesti medesime di burattini e burattinai, è la sintesi della storia dell’uomo vittima del sistema e carnefice di se stesso, ispirati da buone e universali intenzioni che precipitano poi, di colpo, sotto il peso dello sfrenato individualismo e della rincorsa verso il successo personale.
Scroscianti applausi per l’irriverente rappresentazione dell’uomo, non solo di oggi ma di sempre, un uomo sempre meno popolo e sempre più miseramente solo.

 

 

La tragicommedia della cultura in “Boheme!” di VicoQuartoMazzini. (Elisa Collé – Recensito.net)

I giovani attori Michele Amtamura, Nicola Borghesi e Gabriele Paolocà che, assime a Riccardo Lanzarone formano la compagnia VicoQuartoMazzini, danno prova di grande capacità attoriale(…). Inoltre gli attori divengono essi stessi i tecnici della loro scena, spostando luci di scena e oggetti, arrivando talvolta a generare effetti comici e paradossali

 

 

Controcultura, la negromanzia non basta. In prima nazionale è andato in scena ad Andria per il Festival Castel dei Mondi uno spettacolo della compagnia VicoQuartoMazzini (Italo Interesse – Il quotidiano di Bari)

Riesumare un Puccini (come Dante Alighieri o Little Tony) per restituire una facciata di comodo ad un’Istituzione – il Ministero della Cultura – cadente e screditata. E’ il sogno del Piccolo Fratello :  Attingere dai Maestri per (ri)costruire un’Arte accomodata con cui rastrellare consensi e addomesticare genti. Un terrore alla Matrix s’impadronisce un giorno di Gabriele Paolocà, il quale esorcizza i suoi demoni scrivendo questo ‘Bohème!’. Molti consensi martedì scorso all’Auditorium Chicco di Andria dove, nell’ambito di ‘Castel dei Mondi’, la compagnia VicoQuartoMazzini metteva in scena questo atto unico interpretato dai bravi Michele Altamura, Nicola Borghesi e Gabriele Paolocà. (…)Uno spettacolo gradevole, pieno d’intelligenza e spunti tragicomici

 

29 Novembre 2014 – Festival 20 30 – Bologna

5/6 Aprile 2014 – Teatro della Ginestra – Cosenza

14/15/16 Marzo 2014 – Teatro dell’Orologio – Roma

21/22 Dicembre 2013 – Teatro Kismet – Bari

21 Settembre 2013 – Ri-Generazioni Festival- Putignano (Ba)

27 Agosto 2013 – Festival Internazionale Castel dei Mondi- Andria