VIENI SU MARTE

uno spettacolo di VicoQuartoMazzini; diretto e interpretato da Michele Altamura e Gabriele Paolocà; drammaturgia Gabriele Paolocà; scene Alessandro Ratti; light design Daniele Passeri; costumi Lilian Indraccolo; riprese e editing video Raffaele Fiorella, Fabrizio Centonze; tecnica Stefano Rolla; produzione VicoQuartoMazzini, Gli Scarti; con il sostegno di Officina Teatro, Asini Bardasci, 20Chiavi Teatro, Kilowatt Festival.

Con il sostegno del MiBACT e di SIAEnell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”

Nel 2012 è stato avviato un progetto dal nome Mars One con l’intento di costruire una colonia permanente su Marte. Per essere selezionati si doveva postare un video su internet in cui motivare il desiderio di divenire per sempre “marziani”. Le candidature arrivate sono state 202.568. Ora, cos’è che vogliamo veramente da Marte? Non sarà soltanto l’ennesima trovata per non occuparci del presente? Per distogliere lo sguardo da questa esistenza che scorre tra le dita,e noi lì con l’artrosi? Quando non si può avere la realtà, un sogno vale la realtà, allora ecco che forse Marte è soltanto una metafora, il sogno di un altrove, di una terra promessa. Siamo andati ovunque su questa terra eppure di Dio nessuna traccia. Ma ecco la nuova moda: emigrare su Marte, per riempire un vuoto di senso grande come l’universo.

VIENI SU MARTE parte da questa rifessione e si sviluppa poi in un caleidoscopio esistenziale, uno zibaldone dell’umanità che attraverso diverse storie vuole afrontare il tema della partenza, intesa come scelta o come imposizione, come il moto a luogo che da sempre defnisce l’umanità e il suo essere in un disequilibrio costante tra la voglia di cambiamento e il desiderio di afermazione. Un maestro chiamato a insegnare in un piccolo paesino marziano abitato da bifolchi; due sorelle che abbandonano la Terra perché in lite con i genitori; due cattivi ragazzi di provincia che assistono all’esodo dei “negri” su Marte; una vecchia con un marito defunto che ha espresso il desiderio di essere seppellito su Marte; un barbone attore e il suo desiderio di mettere in scena Thomas Bernhard su Marte perché lì fnalmente sarà compreso (lui o Bernhard?). E in mezzo a tutta questa umanità c’è il povero marziano, soggiogato attraverso sedute psicanalitiche che lo porteranno a “comprendere l’umano”; perché desiderare l’altrove, ricercarlo costantemente o almeno sognarlo è una prerogativa umana. Per comprendere chi è disposto a lasciare tutto e partire senza possibilità di ritorno verso Marte bisogna essere umani, profondamente umani, con tutte le imperfezioni, le paure, i vuoti e le contraddizioni che sono incise nel nostro DNA.

Raccontiamo di questo in VIENI SU MARTE oppure, più precisamente, dell’uomo che va alla ricerca di una pozza d’acqua dove, specchiandosi, possa finalmente incontrare un marziano.

9/10 feb 2019 – Teatro Nest – Napoli

8 feb 2019 – Mutaverso Teatro – Salerno

12/13 gen – Fuoriluogo – La Spezia

11 gen – Teatro comunale Quartieri – Bagnone (Ms)

10 gen 2019 – Habitat – Soliera (Mo)

12- 17 dic 2018 – Teatro I – Milano

2 ago 2018 – Festival della Cupa – Campi Salentina (Le)

6/7 giu 2018 – Festival delle Colline torinesi – Torino

24/25 ott 2018 – REF Romaeuropa Festival – Roma

VALENTINA DE SIMONE – repubblica.it (…)Con un meccanismo drammaturgico che intreccia sapientemente piani di realtà a dinamiche di invenzione, VicoQuartoMazzini proietta su di un velatino calato sul proscenio i video veri degli aspiranti candidati a partire per Marte, lasciando al contro-campo del palco lo spazio per i quattro quadri interpretati dagli stessi Altamura e Paolocà. Vite annoiate mandate in sovraimpressione, a nessuno degli intervistati va più di restare dov’è, sognano di andare via, lontano, verso una meta sconosciuta ma non per questo impossibile. E mentre stiamo lì a fissarli, pure con una certa ironia, quei volti stanchi, infelici, a tratti buffi, capita che una parola, una frase, una smorfia fugace ci risuoni dentro, facendoci sentire quell’identica, inspiegabile voglia di evasione.(…) Uno spettacolo Vieni su Marte di suggestioni e di rimandi diffusi a immaginari cinematografici, teatrali, letterari, in cui la lingua e, con essa, il registro espressivo si modulano costantemente fra il comico e il tragico, sfidando un espressionismo cucito addosso ai due protagonisti dai costumi di Lilian Indraccolo e che senza eccessi segna lo sconforto di un’umanità alla deriva.

JASMINE TURANI – milanoteatri.it (…) Attraverso i due attori, abili trasformisti che passano rapidamente da un ruolo all’altro, vediamo una moglie che non vuole abbandonare il marito, assistiamo alla triste scena di un’anziana vedova che trasporta sulle spalle la bara del coniuge sulla navicella e osserviamo un clochard coronare il suo sogno, grazie a un biglietto per il pianeta rosso donato da una benefattrice. L’insieme di queste scene è tutt’altro che sereno: le ambientazioni, assieme alla crudezza dei personaggi, riflettono una contemporaneità fortemente verghiana, in cui non sempre i buoni vincono e dove spesso le persone non sono gentili, né oneste. La tristezza esiste, così come la povertà e l’ignoranza e il duo teatrale ce lo ricorda, non addolcendo la pillola, ma mostrandoci in toni dal rimando puramente neorealista un mondo vero, crudo, talvolta cattivo. Assieme a questa amara verità, tramite la narrazione di queste storie, la compagnia VicoQuartoMazzini approfondisce la propria riflessione iniziale, chiedendo al pubblico un’autovalutazione, una personale presa di coscienza: se sulla Terra l’uomo ha portato guerra, razzismo e mille altri mali, cosa ci fa pensare che su Marte sarà diverso? Se sul pianeta rosso atterreranno gli stessi ignoranti che attualmente vivono sul nostro pianeta, quale apporto pensiamo che possano dare? Come ridurranno il pianeta? Altamura e Paolocà, in maniera sottile e indiretta, ci fanno capire che forse il problema non è il pianeta, ma siamo noi. E anche se riuscissimo a raggiungere un’altra galassia, il problema resteremmo comunque noi umani.